Foraging: infangarsi un po’ le scarpe e divertirsi come bambini

Vivere la natura

Raccogliere elementi selvatici come bacche, erbe, frutti è probabilmente l’attività di sussistenza più antica del mondo. Le piante, nel corso di svariati milioni di anni di evoluzione, si sono il più delle volte mostrate benevole e generose e molte si sono fatte addomesticare. L’uomo ha appreso così che poteva coltivare quelle che preferiva e adattarle ai suoi bisogni, ma non ha mai abbandonato la possibilità e la capacità di servirsi anche di quelle rimaste da sempre selvatiche. Nel nostro mondo ciò accadeva regolarmente fino alle metà del secolo scorso, mentre negli altri mondi è ancora un’attività fondamentale.

Noi, per riscoprirla, avevamo bisogno di darle un nome: FORAGING. Ovvero quanto è bello uscire di casa con cestino e scarpe comode e fare scorta di cibo nei prati e nel bosco!

Perché, anche se ai più accaniti cittadini può sembrare impossibile, la natura ancor oggi, in ITALIA, nel XXI secolo, ha molto da offrire gratuitamente (con tutto ciò che comporta questa definizione). Ovviamente non è saggio farlo ovunque: eviterei di rimanere troppo vicini alle grandi città, ma già le prime pendici alpine e appenniniche, prati e luoghi appartati, spazi tornati allo stato semi-selvatico perché abbandonati dall’uomo possono dare grandi soddisfazioni.

Procura infatti una gioia quasi infantile tornare a casa con le braccia cariche di erbe e frutti che si possono trasformare seduta stante in una ottima minestra, in un contorno saporito o in un dolce sano e alternativo.

ATTENZIONE: Altrettanto chiaro è che mai e poi mai si deve raccogliere quello che non si riconosce con certezza, a partire dai funghi. Molte erbe pericolose per la salute sono assai simili ad altre ottime per la cucina; diverse bacche sembrano innocui frutti e invece sono dei concentrati di tossine. Quindi, se non abbiamo una vecchia zia mezza fattucchiera a istruirci, meglio seguire qualche corso tenuto da persone serie e procurarsi manuali e guide. Oppure limitarci a fare una gita per raccogliere castagne, more, fichidindia; il che è un bell’esempio di foraging “semplice” con il vantaggio che è impossibile confondere questi frutti molto comuni con qualcos’altro.

"Quanto è bello uscire di casa con cestino e scarpe comode e fare scorta di cibo nei prati e nel bosco!"

Foraging

Foraging

L’ambiente deve essere rispettato

Io ho imparato a raccogliere erbe spontanee da pochi anni; prima vivevo in una metropoli e mi limitavo, appunto, alle castagne e a qualche porcino durante i soggiorni in montagna. Ora, invece, la primavera mi vede armata di coltellino a “far la spesa” nei prati, mentre scavalco muretti a secco e faccio amicizia con pecore e cani. La sera poi il raccolto finisce subito trasformato in minestra o zuppa, in frittelle, in insalate (avete presente la ruchetta?), in condimenti; i frutti selvatici diventano marmellate e salse. Se siete alla ricerca di spunti ne potete trovare consultando l’archivio del mio blog L’Orata Spensierata.

Una cosa va sempre tenuta presente, però: l’ambiente deve essere rispettato. Anche se trovate un vero giacimento di bietoline selvatiche e avete molta fame, non raccoglietele tutte, ma lasciatene sempre almeno la metà: ci sono animali che se ne cibano e le piante devono completare il loro ciclo vitale per tornare a crescere la stagione seguente.

Poiché il foraging è da qualche anno molto a la mode, lo praticano anche molti chef su e giù per il mondo ed esistono diverse pubblicazioni, libri e articoli che ne parlano. Per una prima infarinatura potete dare un’occhiata al sito di Valeria Mosca, Wood*ing o al sito canadese Edible Wild Food tenendo ben presente che ne potrete trarre solo insegnamenti teorici, perché la flora edibile europea è diversa da quella illustrata lì. Se invece volete la concretezza di un libro non posso che consigliarvi La mia cucina con le erbe selvatiche della cuoca svizzera Meret Bissinger: è una miniera di notizie, di trucchi e di ottime ricette con illustrazioni bellissime.

Cristiana Grassi aka Orata Spensierata

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